Un fiore che sboccia e subito dopo si addormenta su un cuscino di legno chiaro: questa è la sensazione che lascia Signorina in Fiore fin dai primi minuti. Salvatore Ferragamo ha preso il concetto originale di Signorina e l'ha reso più leggero, più giovane, ma senza rinunciare a quella base morbida che fa la differenza tra un profumo carino e un signor profumo.
Si apre con un frutto che raramente trovi protagonista in un floreale: la pera, accompagnata da un tocco di sorbetto e dal melograno, che dà quella nota succosa senza scadere nel dolciastro stucchevole. Passano pochi minuti e arriva il cuore, dove il fiore di ciliegio prende il comando insieme al gelsomino: qui il profumo si fa più femminile, più delicato, con quella sensazione di petali appena raccolti. Il finale è dove la piramide rivela il suo vero carattere, quello muschiato e legnoso: il sandalo scalda tutto, il muschio avvolge, e quello che all'inizio sembrava un frutteo scanzonato diventa un floreale-muschiato con una spina dorsale legnosa che gli dà struttura e persistenza.
Non è un profumo per chi cerca l'agrumato pungente o lo speziato aggressivo: qui domina il floreale, sostenuto da muschio e legno, quindi è perfetto per chi ama i profumi che sanno di pelle pulita e fiori veri, senza troppa proiezione ma con carattere. Lo vedo bene su chi lavora tutto il giorno e vuole un profumo che accompagni senza stancare, o su chi si veste con capi leggeri e delicati — cotone, seta chiara — perché la nota di fiore di ciliegio si sposa benissimo con quel tipo di eleganza sobria.
Vista la struttura morbida e non troppo intensa, io applicherei due o tre spruzzi diretti sui punti di calore: interno dei polsi, base del collo, e uno spruzzo in più tra i capelli se li porti sciolti, perché la parte legnosa e muschiata di fondo si attacca benissimo alle ciocche e regala una scia discreta anche a distanza di ore. È un eau de toilette che rende meglio nelle mezze stagioni — primavera avanzata, inizio autunno — quando l'aria non è né gelida né troppo calda, condizioni in cui il fruttato di apertura non evapora troppo in fretta e il fondo muschiato-legnoso ha il tempo di emergere con calma. Il consiglio da esperto: applicalo su pelle appena lavata, senza troppa crema sopra, perché la nota di gelsomino e fiore di ciliegio tende a confondersi con profumazioni di creme corpo dolci, mentre da sola resta pulita e riconoscibile.
La cosa che sorprende di più è quanto duri il fondo rispetto alla partenza fruttata: molti si aspettano che dopo la pera e il melograno il profumo si affievolisca, e invece è proprio lì che il sandalo e il muschio prendono quota, regalando una seconda vita al profumo che vale la pena aspettare.
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