Ananas e lavanda nello stesso respiro: sembra un azzardo, invece in Loulou Noir funziona alla grande. Al Haramain prende una struttura che sulla carta suonerebbe come un fruttato easy da centro commerciale e la ribalta con una base legnosa e speziata che non ti aspetti. Il risultato è un profumo che parte giocoso e finisce serio, senza stonature nel mezzo.
Il carattere di questo profumo è prima di tutto floreale, e lo capisci subito quando gelsomino e geranio prendono il centro della scena nel cuore. Ma non è un floreale zuccheroso: dietro c'è una spina dorsale legnosa fatta di cedro, vetiver e patchouli che tiene tutto ancorato a terra. In apertura senti l'anima aromatica della lavanda e del ginepro, mescolata a un fruttato vero — l'ananas, non il solito accenno fruttato di plastica — e a un agrumato di pompelmo e bergamotto che dà la scossa iniziale. Poi, in un secondo momento, arriva la cannella a scaldare tutto quanto: quel tocco speziato è il dettaglio che fa la differenza tra un profumo dimenticabile e uno che si fa notare.
Nei primi minuti Loulou Noir è quasi frizzante, con quell'ananas che sbuca insieme al pompelmo e ti fa pensare a qualcosa di leggero. Poi, lentamente, il geranio e il gelsomino prendono spazio e il profumo si fa più rotondo, più floreale. È nel fondo che si gioca la partita vera: cedro, ambra e patchouli arrivano a fondere tutto in un'unica traccia calda, morbida, con il vetiru — pardon, il vetiver — che dà quella nota terrosa finale. Non è un profumo che rimane fermo: cambia faccia almeno tre volte nell'arco di poche ore, e ogni fase ha un suo perché.
Vista la parte legnosa e speziata che emerge col tempo, Loulou Noir dà il meglio quando applicato con un paio d'ore di anticipo rispetto al momento in cui vuoi che si faccia notare: due spruzzi sullo sterno e uno sui capelli, così l'evoluzione dal fruttato-agrumato al legnoso-ambrato accompagna tutta la serata senza saltare fasi. Sui vestiti, soprattutto su maglioni o sciarpe in lana, la parte di cedro e patchouli si fissa meglio e dura più a lungo che sulla pelle. È un profumo che si sposa bene con le mezze stagioni, quando serve qualcosa che non sia né troppo leggero né troppo pesante: da metà pomeriggio in avanti è quando rende meglio, con quell'accenno di cannella che si scalda col passare delle ore.
Lo consiglio a chi ha sempre trovato i fruttati-floreali un po' scontati e cerca qualcosa con più struttura sotto. Non è un profumo timido, ma nemmeno aggressivo: sta a metà, e per questo funziona in tante occasioni diverse, dall'ufficio a una cena importante.
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